Dall’ascolto alla stretta di mano: come invitare ospiti agli incontri BNI

Dall’ascolto alla stretta di mano: come invitare ospiti agli incontri BNI

Valerio Cantarini 2 Aprile 2026 training
4 min

Invitare nuovi professionisti a partecipare in una riunione di capitolo?  In BNI questo è uno dei gesti più semplici, ma anche uno dei più strategici.

Non lo considero solo un passaggio formale, o un’abitudine da coltivare con costanza. Per me è soprattutto un modo concreto per creare connessioni utili e generare opportunità di valore, sia per chi partecipa come ospite sia per il network nel suo insieme.

Sono membro del Capitolo Claudio Gallì di BNI Roma Nord Ovest da circa due anni, in questi due anni ho invitato tantissimi professionisti, e ho imparato che l’efficacia di un invito dipende dalla capacità di capire chi coinvolgere, quando farlo e con quale intenzione. Anche nel mio lavoro di investitore immobiliare nel settore degli affitti brevi la qualità delle relazioni è fondamentale. Cerco di portare lo stesso approccio in BNI.

Ascolto attivo: il segreto per individuare ospiti

Il mio metodo per selezionare i potenziali ospiti si basa soprattutto sull’ascolto attivo. Durante le riunioni faccio attenzione agli speaker della settimana e agli approfondimenti dedicati ai membri del capitolo. Quel momento è molto utile, perché permette di capire meglio chi potrebbe trarre beneficio dalla partecipazione a uno specifico incontro.

Se, ad esempio, è previsto l’intervento del commercialista e conosco qualcuno che sta cercando proprio quella figura professionale, oppure potrebbe averne bisogno, allora considero quella riunione l’occasione giusta per invitarlo. 

In questi casi non propongo semplicemente di partecipare a BNI in modo generico, ma spiego che ci sarà un momento dedicato proprio a quella professione.

Questo rende l’invito più pertinente e credibile. Quando una persona percepisce che dietro quella proposta c’è attenzione reale ai suoi bisogni, l’esperienza cambia completamente. Non si sente coinvolta in qualcosa di astratto, ma in un’occasione potenzialmente utile per sé.

Il valore si trasmette con naturalezza

Valerio Cantarini

Partecipando a più riunioni, anche in capitoli diversi, mi capita di raccontare episodi, incontri, opportunità e confronti nati all’interno del network.

Molte volte la curiosità nasce proprio così: da una conversazione semplice, da un’esperienza positiva che condivido, da un professionista conosciuto grazie a BNI.

Credo che il valore dell’invito passi soprattutto da qui. Quando non appare come un messaggio costruito, ma come il proseguimento naturale di una relazione autentica, arriva in modo molto più efficace.

Non forzo mai, perché penso che dall’altra parte debba esserci un interesse sincero. Ci sono però situazioni in cui scelgo di essere un po’ più presente, soprattutto quando vedo un collegamento concreto tra un bisogno reale e il professionista giusto all’interno del capitolo.

Mi è capitato, ad esempio, con un amico che stava affrontando una questione personale. Nel mio capitolo c’è un avvocato che stimo molto, Francesco Arienzo, e sapevo che al mio amico partecipare all’incontro sarebbe potuto essergli utile in modo concreto. In quel caso ho insistito un po’ di più, proprio perché riconoscevo un valore reale in quella possibilità.

Un invito si costruisce anche dopo la riunione 

L’invito non si esaurisce quando una persona accetta di partecipare. Anche la fase che precede e segue la riunione è importante per farle vivere un’esperienza positiva.

Prima dell’incontro cerco di mettere l’ospite a proprio agio con poche indicazioni essenziali. Suggerisco di preparare una breve presentazione di 60 secondi e di portare i biglietti da visita. Non vado oltre, perché credo che troppa preparazione possa creare una tensione inutile.

Durante la riunione preferisco mantenere una presenza discreta. Lascio all’ospite lo spazio per osservare, ascoltare, conoscere le persone e orientarsi liberamente. Penso che anche questo contribuisca a rendere l’esperienza più autentica.

Dopo la riunione? Risentirlo, scrivergli, ristabilire un contatto … sempre. 

Mi interessa capire che impressione ha avuto, e come ha vissuto l’incontro. Spesso è proprio in questo passaggio che un semplice invito può trasformarsi in una connessione più significativa.

Con il tempo ho capito che, anche in un contesto strutturato come BNI, l’efficacia di un invito non dipende da formule complesse. Conta soprattutto la capacità di ascoltare, riconoscere il momento giusto e creare connessioni davvero utili per le persone coinvolte.

Autore: Valerio Cantarini, membro del Capitolo Claudio Gallì di BNI Roma Nord Ovest

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