Come mettere in contatto due persone nel modo giusto: ascolto, consenso, chiarezza e follow-up
Indice dei contenuti
- Prima di presentare due persone, serve un motivo preciso
- Chiedere il permesso prima di mettere in contatto
- Dare un motivo chiaro per dire sì
- Fare la presentazione una sola volta, con tono cordiale
- Il follow-up non serve a tenere il conto
- Presentare qualcuno significa proteggere la fiducia
- Dal contatto alla relazione
- Vuoi conoscere dal vivo come funziona il networking BNI?
Nel networking strutturato, mettere in contatto due persone non significa semplicemente inoltrare un nome o attivare una chat condivisa. Una buona presentazione nasce da ascolto, consenso, chiarezza e follow-up.
Mettere in contatto due persone sembra un gesto semplice. Conosci un professionista, ne conosci un altro, pensi che potrebbero parlarsi e invii un messaggio a entrambi, o parli a uno dei due dell’atro. Fine.
In realtà, nel networking strutturato, una presentazione efficace richiede più attenzione. Non basta dire “Ti presento tizio perché potrebbe tornarti utile” o “vi presento perché potreste conoscervi”. Serve capire se esiste un motivo reale, se entrambe le persone sono disponibili e se la connessione può avere un valore concreto per chi la riceve.
È una differenza importante, soprattutto in BNI, dove le relazioni professionali non si costruiscono sulla casualità, ma sulla fiducia, sull’ascolto e sulla capacità di generare referenze qualificate.
Prima di presentare due persone, serve un motivo preciso
Il primo passaggio è chiedersi se il contatto nasce da una reale affinità professionale o solo da una coincidenza. Dire “lavorate entrambi nel marketing”, “siete entrambi imprenditori” oppure “operate nello stesso settore” non è necessariamente un motivo sufficiente per presentare due persone. Una presentazione funziona quando un bisogno specifico incontra una competenza specifica.
La domanda che aiuta è: perché queste due persone dovrebbero parlarsi proprio adesso?
Se la risposta è chiara in una frase, la presentazione ha una base. Se invece il motivo rimane generico, probabilmente è meglio fermarsi, raccogliere più informazioni e capire meglio se quel contatto può essere davvero utile. Nel metodo BNI questo passaggio è essenziale: una referenza non è un semplice nome, ma un’opportunità costruita con dedizione e costanza. Chi presenta qualcuno della propria rete mette in gioco anche la propria credibilità.
Chiedere il permesso prima di mettere in contatto
Il secondo passaggio è spesso quello più trascurato: chiedere il permesso. Prima di inserire due persone nella stessa email o nella stessa chat, è corretto chiedere separatamente a entrambe: “Conosco una persona che potrebbe esserti utile. Vuoi che vi metta in contatto?”
Questo piccolo passaggio cambia completamente la qualità della presentazione. Da un lato, evita di esporre qualcuno a un contatto non desiderato. Dall’altro, permette a entrambe le persone di arrivare alla conversazione preparate, consapevoli e disponibili.
Una buona messa in contatto non deve mettere pressione. Deve creare le condizioni perché la conversazione inizi nel modo giusto.
Dare un motivo chiaro per dire sì
Quando si propone una presentazione, la specificità aiuta. Una frase come “Ti presento il mio conoscente perché sta cercando un avvocato specializzato transazioni immobiliari, e tu hai seguito un’operazione simile” è più efficace di “dovreste proprio conoscervi”, che è generico e costringe l’interlocutore a immaginare una possibile motivazione.
Nel primo caso, la persona capisce subito il contesto, il bisogno e il possibile valore della conversazione. Nel secondo caso, deve intuire, quasi immaginare, da sola perché quel contatto dovrebbe interessarle.
Non sempre, però, si ha un caso preciso da citare. A volte il collegamento nasce da una percezione professionale, da un’intuizione o dalla conoscenza del carattere delle due persone. Anche in questi casi la presentazione può essere utile, purché sia comunicata in modo sincero. Si può dire, ad esempio: “Penso che potrebbe essere interessante farvi parlare. Anche se non dovesse nascere subito una collaborazione, credo che avreste una conversazione utile”.
Togliere pressione è importante. Non tutte le presentazioni devono trasformarsi immediatamente in un incarico, in un contratto o in una referenza. A volte servono a creare conoscenza, fiducia e possibilità future.
Fare la presentazione una sola volta, con tono cordiale
Solo dopo aver verificato il motivo e ottenuto il consenso, arriva il momento della presentazione vera e propria. A quel punto si può scrivere un’email comune o aprire una chat condivisa su LinkedIn, WhatsApp o un altro canale professionale. L’importante è che il messaggio sia chiaro, breve e cordiale.
Una buona presentazione dovrebbe indicare:
- chi sono le due persone;
- perché ha senso che si parlino;
- quale potrebbe essere il tema della conversazione;
- che entrambe hanno già accettato il contatto.
Questo evita imbarazzi. Nessuno riceve una presentazione a freddo. Nessuno deve cercare una scusa per uscire dalla conversazione. Entrambe le persone sanno perché sono lì e possono decidere come proseguire.
Nel networking, la qualità del primo passaggio condiziona spesso tutto ciò che viene dopo.
Il follow-up non serve a tenere il conto
Una o due settimane dopo la presentazione, è utile fare un breve follow-up. Sì, è consigliabile dare seguito alla presentazione. Può essere sufficiente chiedere: “Quel contatto si è rivelato utile?” Non è un modo per dire “Ricordati che ti ho presentato quella persona”. È un gesto di attenzione.
Chi fa networking in modo organizzato non si limita a creare connessioni. Si interessa anche alla qualità della connessione creata. Il follow-up serve a capire se la presentazione è stata pertinente, se il bisogno è stato compreso correttamente e se, in futuro, sarà possibile fare collegamenti ancora più mirati.
Anche quando il contatto non funziona, il follow-up è importante. Una frase semplice come “mi dispiace, questa volta non era il collegamento giusto; la prossima volta leggerò meglio la situazione” può rafforzare la fiducia più di un silenzio imbarazzato.
Riconoscere che una presentazione non ha prodotto valore non indebolisce la reputazione. Al contrario, dimostra attenzione, responsabilità e desiderio di migliorare.
Presentare qualcuno significa proteggere la fiducia
Nel networking BNI, ogni contatto ha un valore che va oltre il singolo scambio. Quando presentiamo due persone, stiamo dicendo a entrambe: “Mi fido abbastanza di voi da creare questo collegamento”. Per questo la presentazione deve essere fatta con cura. Una referenza qualificata nasce da tre elementi:
- conoscenza della persona che si presenta;
- comprensione del bisogno della persona che riceve il contatto;
- capacità di spiegare perché quel collegamento può essere utile.
Senza questi elementi, il rischio è creare contatti deboli, generici o poco pertinenti. Con questi tre elementi, invece, la messa in contatto diventa uno strumento concreto per generare fiducia e opportunità. Qui, il principio Givers Gain trova una delle sue applicazioni più quotidiane: offrire valore prima di aspettarsi un ritorno. Non si tratta di “fare un favore” per ricevere qualcosa in cambio, ma di contribuire alla crescita della rete professionale con responsabilità.
Dal contatto alla relazione
Una buona presentazione non deve produrre subito un risultato economico. Può generare una conversazione, un chiarimento, una collaborazione futura o una nuova opportunità. Il punto è creare le condizioni perché due persone possano parlarsi nel momento giusto, in un contesto definito e aspettative chiare.
Nel networking strutturato, questo fa la differenza: le relazioni non crescono perché vengono moltiplicati i contatti, ma perché i contatti vengono curati. Mettere in contatto due persone nel modo giusto significa fare un lavoro, apparentemente minimo ma molto importante: ascoltare, capire, chiedere il permesso, spiegare il motivo, presentare con chiarezza e verificare com’è andata.
È così che una semplice presentazione può diventare una relazione di fiducia.
Vuoi conoscere dal vivo come funziona il networking BNI?
Il modo più semplice per capire il metodo BNI è partecipare come ospite a un incontro di Capitolo. Durante la riunione potrai conoscere imprenditori e professionisti del territorio, ascoltare le loro richieste di referenze e vedere come le relazioni professionali vengono costruite con metodo, fiducia e continuità.

Networker e formatrice. BNI Executive Director Milano – Roma | Grafologa Giudiziaria.
Aiuto e creo connessioni ogni giorno e la rete personale coordinata da me ora conta più di 900 persone tra Roma e Milano e sta progredendo con tanta soddisfazione.
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